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Una subacquea per tutti

by Albert last modified 2006-12-11 16:36

intervista ad Umberto Pepoli

Una subacquea per tutti

intervista ad Umberto Pepoli

(tratta da "mondo sommerso" 10/04)

"Vediamo cosa: le richieste dei brevetti che arrivano per posta, vengono evase entro 48 ore e spedite con Posta Prioritaria, quelle che ci arrivano tramite le e-mail entro le 12 ore, gli ordini del materiale didattico per lo svolgimento dei cordi partono con 'corriere espresso lo stesso giorno dell'arrivo, periodicamente inviamo dei questionari ai concessionari di marchio SSI, per capire il loro grado di soddisfazione onde servirli meglio, in questo debbo dire che l'esserci certificati con Iso 9002 nel servizio (unica agenzia didattica ad esserlo), ci ha aiutato molto, investiamo nella promozione, siamo presenti mensilmente con almeno due uscite pubblicitarie, su tre riviste del settore. Cerchiamo di capire ed anticipare le necessità di cambiamenti del pubblico, per primi (1994) abbiamo realizzato il sito internet, sempre nel 1994 abbiamo realizzato il manuale per il coso Nitrox, quando ancora TUTTI dicevano che era da pazzi perché l'uso del Nitrox avrebbe causato incidenti mortali, nel 1995 capendo l'utilizzo del sistema dei cd, abbiamo realizzato il corso "Immersioni sui Relitti" in cd-rom interattivo. Ma non sarebbe sufficiente un intero numero di Mondo Sommerso, per elencare dove vogliamo arrivare, non ci poniamo limiti, vogliamo rimanere i leader del settore in Italia, e per ottenere questo risultato continueremo a: lavorare, lavorare, lavorare".

Quali sono le caratteristiche salienti dell'operazione aSSIeme a Sharm?
"A seguito di una indagine, tramite un questionario inviato ai concessionari di marchio SSI, si è evidenziata la richiesta da parte dei "nostri" di iniziative che coinvolgessero non solo il subacqueo del nucleo familiare, ma anche i componenti non sub, abbiamo scelto Sharm el Sheikh, perché in periodo di bassa stagione il costo è accessibile, la temperatura gradevole, ed il successo è venuto. Mentre i sub fanno le immersioni, i familiari stanno in spiaggia a prendere il sole, la sera possono seguire i vari Workshop che trattano tecniche decompressive, o di medicina subacquea, poi vanno a Naama Bay a fare shopping, quindi non solo immersioni, ma coinvolgimento ed arricchimento".

Quali novità sono nel cassetto di SSI per il 2005?
"Nel 2004 abbiamo presentato il nuovo corso Open Water Diver ed il nuovo corso Nitrox, che ci hanno impegnato moltissimo, per l'anno prossimo aspettiamo, non scopriamo le carte".

Che anno è stato finora questo 2004 per SSI e per la subacquea in generale?
"Per SSI Italia un buon anno, nonostante la stagione climatica non abbia facilitato le immersioni continuiamo a crescere, la credibilità del marchio è in continuo aumento, il corso Open, tramite l'autostudio, sta riscuotendo il gradimento del pubblico, i corsisti non sono pià stressati dal fare le lezioni nei tempi richiesti dalla scuola, ma studiano al loro ritmo, nel comfort della loro casa, avvalendosi del video o del DVD, poi vanno in piscina a fare gli esercizi che hanno già visto, ed infine al mare. La subacquea, ed in modo particolare la produzione, sta soffrendo la crisi economica".

Subacquea ricreativa e subacquea tecnica. Quale delle due ha maggiori margini di sviluppo?
"La mia opinione è che chi aumenterà sarà la ricreativa, c'è un bacino da conquistare enorme, ancora troppi non sanno quanto sia bello immergersi, dobbiamo solo farlo sapere e l'aumento dei praticanti non mancherà. Per la 'tecnica' la vedo più dura, è molto impegnativa sul piano fisico, occorre il fisico prestante e particolarmente allenato per praticarla nel modo corretto, se mi è permesso, senza che chi la pratica si offenda, è un poco come tutti gli sport estremi, riservata a pochi, bravi, robusti ed entusiasti".

Il brevetto più avanzato è come la cintura nera nel judo o entrano in gioco altre valutazioni?
"Come la cintura nera nel judo, l'avanzato non ha finito con lo svolgimento dei corsi di specialità, mentre nel judo per aumentare per aumentare i 'dan' che sono i livelli di bravura, occorre fare esercizi, ripetuti più e più volte, la subacquea richiede di fare immersioni, immersioni, è eveidente che debbono esserci strutture 'diving' in grado di dare un buon servizio".

Quanto può crescere la subacquea in Italia e cosa è mancato finora per farla decollare se non come sport di massa, almeno come nicchia... più grande?
"Una ricerca fatta da un istituto di statistica, ha dato come percentuale di praticanti in Italia lo 0,84 degli abitanti fra i 16 e 60 anni. In Australia la percentuale di coloro che svolgono attività subacquea è il 5,6% e negli USA il 3%. Cosa fare? Investire sui Media ed uscire dallo specialistico, per farlo occorre che tutti i componenti dell'Industria subacquea, la produzione, le testate, i Tour Operator, le didattiche, investano assieme in un lancio delle attività. Noi come ADISUB lo abbiamo e stiamo facendo, partecipando al Festival del Fitness, nei due anni di presenza della manifestazione, che accoglie oltre 500.000 visitatori siamo presenti con uno stand comune, una vasca dove svariate centinaia di persone provano a respirare sottacqua, molti dei quali poi si iscrivono al corso OWD. Questa è una delle tante cose che si possono fare se tutti siamo coinvolti, ma lo vogliamo veramente tutti?".

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